Tremonti: «La riforma fiscale? Arriverà per gradi in due-tre anni»
MILANO
Non è una novità, ma sentire Giulio Tremonti che lo ribadisce fa un certo effetto. E la platea degli imprenditori, riuniti al forum di Cernobbio, sul lago di Como, incassa con un brusio di consenso. La riforma fiscale si farà per gradi in «2-3 anni e discutendo con tutti», ha sottolineato il ministro dell'Economia che mantiene la linea della prudenza a fronte delle richieste di stringere i tempi, provenienti da settori della maggioranza e dalle parti sociali. La riduzione delle tasse per il lavoro e le famiglie andrà di pari passo con il miglioramento dell'economia. Fino ad allora proseguirà la gestione rigorosa dei conti pubblici con l'obiettivo di tutelare la coesione sociale.
Per l'avvio del nuovo sistema fiscale, resta confermata la data del 2013. Su incentivi e aiuti all'industria, in attesa del decreto legge che dovrebbe essere varato venerdì dal consiglio dei Ministri, avverte che «non potevamo fare di più a causa del debito più alto che negli altri Paesi». Poi, parlando della questione energetica, affonda il colpo sulle fonti rinnovabili: «Dal debito energetico non si esce con il mulino a vento o con il mulino bianco. La scelta del nucleare non è sbagliata».
Tornando alla crisi dell'Europa il problema è che la troppa finanza ha drogato le grandi economie, diffondendosi fino alla periferia. «I governi hanno dato alla finanza i soldi per salvarsi, ora la finanza usa questi soldi per speculare contro i governi stessi», accusa Tremonti. L'estensione della crisi è sistemica, dunque la risposta non può essere che politica. Quanto alla exit strategy taglia corto: «Se ne è parlato troppo. Il problema è la gestione, perché la crisi continua a girarci intorno».
Analisi e soluzioni su cui il padrone di casa concorda. Ma nell'intervento finale, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, pungola il ministro sulle mosse a sostegno ai consumi. Le riforme - sottolinea Sangalli - sono «la strada maestra per rafforzare produttività e competitività». E per agganciare la ripresa «occorre puntare su piccole e medie imprese, servizi e turismo».
